La 42° edizione della rinomata kermesse Automotoretrò, organizzata da Beppe e Alberto Gianoglio, che nel 2023 ha inaugurato una nuova era trasferendosi da Torino alle Fiere di Parma, è stato un viaggio nel tempo, partendo dall’America del dopoguerra, quando possedere un’automobile non era solo questione di mobilità, ma di status e libertà, ai traguardi sportivi della Lancia con la S4 e la sua “figlioccia” Delta Integrale, passando per le iconiche Ferrari e le elegantissime Mercedes Benz spider.
Un format rinnovato che ha trovato in Fiere di Parma il partner ideale per una ripartenza di successo, evento patrocinato da ACI Automobile Club Italia, ASI Automotoclub Storico Italiano, Comune di Parma, FMI Federazione Motociclistica Italiana e Motor Valley ed è realizzato in collaborazione con Dallara ed Estrela Fiere.
Tanti i compleanni celebrati nel corso della due giorni, l’area “Dallara Experience” celebra 40 anni di innovazione ed espone i modelli Dallara F385 del 1985, il Rolling Chassis della Dallara Stradale e la monoposto Dallara SF23 del campionato giapponese Super Formula.
A poco più di vent’anni di distanza dall’ultimo esemplare uscito dalle linee di produzione, è stato celebrata un’icona dell’ingegneria automobilistica italiana: la mitica Panda, lanciata sul mercato il 5 marzo 1980. Il “Pandino”, compagno di viaggio di generazioni di automobilisti, è stato protagonista anche di un’avventura molto particolare.
Gironzolando tra gli stand, il mio sguardo viene rapito da un’esposizione che coniuga due delle mie tante passioni, i libri e le auto, mancava soltanto una bottiglia di bollicine. Mi avvicino ad un uomo distinto e chiedo informazioni riguardo la particolarissima livrea della panda 4×4 esposta. Scopro che il mio interlocutore è Roberto Picogna, autore del libro “Equipaggio 150” presentato alla kermesse attraverso il quale racconta le avventure vissute nel corso del “Panda Raid” al quale ha preso parte, insieme ad un amico, nel “lontano” 2019. Il tempo di aprire il libro, gentilmente autografato, e in un attimo ho già letto tutta la premessa iniziale, rendendomi conto da subito di aver conosciuto un grande narratore.
“Un panda, due persone, separate da pochi centimetri per sette giorni, sfidano la legge del buon senso nei deserti del Marocco. Compagni che intendono lasciare indietro, almeno per alcuni giorni, il trambusto di civiltà e dipendenza dalla tecnologia. Si tratta di un raduno amatoriale a lunga distanza e resistenza che si tiene ogni anno , dove oltre cento squadre provenienti da tutto il mondo decidono di sfidare la legge suprema del buonsenso e intraprendere un’avventura vecchia scuola a bordo di una Panda. È sviluppato da Madrid a Marrakech attraverso un tour di 7 tappe e oltre 3000 km, che mettono alla prova le capacità fisiche e mentali delle squadre. L’importante non è il tempo o la velocità; superare Panda Raid implica prima di tutto il raggiungimento dell’obiettivo.”
Il giro prosegue, stavolta oltre all’amico Attilio, è con me il piccolo di famiglia, Tancredi, con le sue esigenze da bimbo di 5 anni che è a caccia di una Lamborghini, fortunatamente trovata nello stand del Museo dedicato all’eccezionale marchio fondato il 7 maggio 1963 da Ferruccio Lamborghini a Sant’Agata Bolognese.
Tra le altre celebrazioni l’esposizione dei rarissimi esemplati stradali di quella che non fu solo un’auto, ma una vera rivoluzione su quattro ruote che trasformò per sempre il motorsport, la S4 Evo 2 di Marco Gramenzi, esemplare unico al mondo equipaggiato con il rivoluzionario motore Triflux, brevettato nel 1988 e capolavoro degli ingegneri Sergio Limone e Claudio Lombardi. Sabato mattina alle 11:00 circa hanno sfilato oltre 20 Lancia Delta Integrale in diverse versioni, qualcuna del tutto originale qualcun’altra sapientemente elaborata. Emozionante la vettura targata Esercito Italiano Brigata Friuli preparata da Errani Team.
Celebrati anche i 75 anni di vittorie italiane nel Motomondiale, dal trionfo di Umberto Masetti su Gilera nel 1950 fino ai recenti successi Ducati.
Nel reparto dedicato al sogno Americano la Cadillac del 1948 usata dal Presidente Truman e prima auto guidata da Liz Taylor. Tra i modelli anche una Buick del 1942 ed una Cadillac del 1953, entrambe dal set di “Napoli – New York” di Gabriele Salvatores. Maestosa la Cadillac Cabriolet 1958, che per anni ha trasportato celebrità e reali all’Hotel Cipriani di Venezia. Con le sue pinne posteriori audaci e la griglia frontale che ricorda un sorriso hollywoodiano, questa vettura incarnava la promessa americana di abbondanza e grandeur trasportata sulle rive della laguna veneziana.
Il tempo passa, scocca l’ora di andar via, mi accomodo nella bella Flaminia Spider, accendo e vado via, ma questo è accaduto soltanto stanotte, nel bellissimo sogno che mi ha visto protagonista indiscusso di una storia tutta italiana.